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Codice Penale Italiano 2013

Codice Penale Italiano 2013


È disponibile GRATUITAMENTE il Codice Penale per oltre 4000 dispositivi!!!

Include funzioni di ricerca e articoli indicizzati.

"Il codice penale italiano è un corpo organico di disposizioni di diritto penale. Costituisce, insieme alla Costituzione ed alle leggi speciali una delle fonti del diritto penale. È comunemente conosciuto anche come codice Rocco dal nome del suo principale ispiratore, Alfredo Rocco.

Il primo codice penale dell'Italia unita fu il Codice penale albertino del 1839 del Regno di Sardegna, che venne poi sostituito dal Codice penale del 1859 esteso al resto della penisola all'indomani dell'unità d'Italia. Tuttavia dal 1861 al 1889 convissero due codici penali distinti perché la Toscana continuò ad usare il proprio codice (che prevedeva l'abolizione della pena di morte dal 1853).
L'unificazione normativa avvenne con il Codice Zanardelli, che porta il nome del Ministro della Giustizia Giuseppe Zanardelli e venne promulgato il 30 giugno 1889, per entrare in vigore il 1º gennaio dell'anno seguente.
Il codice penale attualmente in vigore in Italia è il frutto di un percorso legislativo durato 5 anni, dalla promulgazione della legge 4 dicembre 1925 n. 2260, con la quale il governo venne delegato ad emendare il codice penale allora in vigore (cd. codice Zanardelli), al 19 ottobre 1930 giorno in cui venne promulgato il nuovo codice penale italiano, realizzato tecnicamente sotto la direzione del Manzini, e con Regio Decreto 19 ottobre 1930, n. 1398, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 ottobre 1930, n. 251, supplemento ordinario.
Il regio decreto di promulgazione riporta in calce le firme del Re d'Italia Vittorio Emanuele III, dell'allora Capo del Governo Benito Mussolini, e del Ministro della Giustizia (Guardasigilli) Alfredo Rocco; per questo il Codice penale viene chiamato Codice Rocco. Critiche al codice Rocco, anche la sinistra vuole cambiarlo «Corriere.it», 19 giugno 2001.
Infatti tra le osservazioni sulle quali c'è maggior convergenza e la sua considerazione obsoleta in molti punti, ed una sua formulazione ex novo, così come è stato fatto con il codice di procedura penale promulgato nel 1988 ed entrato in vigore il 24 ottobre 1989."


DICHIARAZIONE DI NON ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA'
1.1 Le informazioni presenti nell'applicazione sono costituite da elaborazioni autonome dell'autore, fonti e dati di pubblico dominio.

1.2 Le sopracitate informazioni possono contenere imprecisioni tecniche e/o errori e tutto quanto appare nell'applicazione viene fornito "così com'è", senza garanzie di alcun tipo, implicite o esplicite.

1.3 L'Autore dell'applicazione non presta alcuna garanzia sull'accuratezza del contenuto della stessa. Non si assume alcuna responsabilità diretta ed indiretta per eventuali danni provocati dall'uso delle informazioni fornite.

1.4 L'Autore non può, in nessun caso, essere ritenuto responsabile per i danni o le perdite di qualsiasi natura che l'Utente assuma di aver subito per l'uso delle Informazioni contenute in questa applicazione.

1.5 Ogni abuso verrà perseguito civilmente e penalmente nelle sedi giudiziarie competenti.
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Il primo codice penale dell'Italia unita fu il Codice penale albertino del 1839 del Regno di Sardegna, che venne poi sostituito dal Codice penale del 1859 esteso al resto della penisola all'indomani dell'unità d'Italia. Tuttavia dal 1861 al 1889 convissero due codici penali distinti perché la Toscana continuò ad usare il proprio codice (che prevedeva l'abolizione della pena di morte dal 1853).
L'unificazione normativa avvenne con il Codice Zanardelli, che porta il nome del Ministro della Giustizia Giuseppe Zanardelli e venne promulgato il 30 giugno 1889, per entrare in vigore il 1º gennaio dell'anno seguente.
Il codice penale attualmente in vigore in Italia è il frutto di un percorso legislativo durato 5 anni, dalla promulgazione della legge 4 dicembre 1925 n. 2260, con la quale il governo venne delegato ad emendare il codice penale allora in vigore (cd. codice Zanardelli), al 19 ottobre 1930 giorno in cui venne promulgato il nuovo codice penale italiano, realizzato tecnicamente sotto la direzione del Manzini, e con Regio Decreto 19 ottobre 1930, n. 1398, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 ottobre 1930, n. 251, supplemento ordinario.
Il regio decreto di promulgazione riporta in calce le firme del Re d'Italia Vittorio Emanuele III, dell'allora Capo del Governo Benito Mussolini, e del Ministro della Giustizia (Guardasigilli) Alfredo Rocco; per questo il Codice penale viene chiamato Codice Rocco. Critiche al codice Rocco, anche la sinistra vuole cambiarlo «Corriere.it», 19 giugno 2001.
Infatti tra le osservazioni sulle quali c'è maggior convergenza e la sua considerazione obsoleta in molti punti, ed una sua formulazione ex novo, così come è stato fatto con il codice di procedura penale promulgato nel 1988 ed entrato in vigore il 24 ottobre 1989."


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