Dieta a Punti Free

Dieta a Punti Free


Questa è un'applicazione di prova, scaricate la versione non-free e con essa potrete conoscere i punti dei vari alimenti suddivisi per categoria, inserire altri alimenti e costruire il vostro pasto per poi inviarlo via mail.
Potete inoltre calcolare i punti giornalieri che dovrete fissare come obiettivo e conoscere i punti di un pasto non presente in elenco con l'apposito calcolatore.

https://play.google.com/store/apps/details?id=org.android.DialogDemo

La dieta a punti è una strategia alimentare nata negli anni 70, grazie ai lavori del dietologo italiano Guido Razzoli. Recentemente riproposta e rielaborata dalle riviste salutistiche di più ampia diffusione, si propone di risolvere il problema dei chili superflui, definitivamente e senza troppe rinunce.

Oltre a migliorare l'aspetto fisico, la dieta a punti mantiene in forma anche il cervello. La scelta dei menu quotidiani si basa infatti sul rispetto di un vincolo numerico, stabilito a priori in base al peso della persona. In relazione a tale parametro viene assegnato un certo credito di punti, che il soggetto dovrà poi spendere con razionalità durante la giornata.
Così, per esempio, una donna di 60 kg può contare su un bonus di 18-24 crediti, mentre un uomo di 85 kg ne avrà a disposizione dai 24 ai 29. Ogni alimento costa un certo numero di punti, in relazione alle sue caratteristiche nutrizionali.
La dieta a punti fornisce una lunga e tabulata lista di alimenti, attribuendo ad ognuno di essi un dato punteggio. Tenendo sotto mano questi dati, ogni persona può stimolare la propria vena culinaria e creare i menù che preferisce. Ovviamente nella composizione dei vari piatti occorre avere sempre un occhio di riguardo al punteggio cumulativo, che non deve mai superare quello massimo imposto dalla dieta.

Nonostante quello proposto sia un piano alimentare valido, il vincolo dei punti può portare fuori strada un utente inesperto. Anche se la loro assunzione viene fortemente disincentivata da un "costo" particolarmente elevato in termine di punti, una persona potrebbe, per esempio, crearsi menu di soli dolci o di soli piatti grassi. Insomma, pur limitando le possibilità di errori grossolani, la dieta a punti rischia di essere un'arma a doppio taglio per chi, prendendola troppo alla leggera, evita di approfondire i singoli punti e di consultare il preventivo parere di un esperto.
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Questa è un'applicazione di prova, scaricate la versione non-free e con essa potrete conoscere i punti dei vari alimenti suddivisi per categoria, inserire altri alimenti e costruire il vostro pasto per poi inviarlo via mail.
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La dieta a punti è una strategia alimentare nata negli anni 70, grazie ai lavori del dietologo italiano Guido Razzoli. Recentemente riproposta e rielaborata dalle riviste salutistiche di più ampia diffusione, si propone di risolvere il problema dei chili superflui, definitivamente e senza troppe rinunce.

Oltre a migliorare l'aspetto fisico, la dieta a punti mantiene in forma anche il cervello. La scelta dei menu quotidiani si basa infatti sul rispetto di un vincolo numerico, stabilito a priori in base al peso della persona. In relazione a tale parametro viene assegnato un certo credito di punti, che il soggetto dovrà poi spendere con razionalità durante la giornata.
Così, per esempio, una donna di 60 kg può contare su un bonus di 18-24 crediti, mentre un uomo di 85 kg ne avrà a disposizione dai 24 ai 29. Ogni alimento costa un certo numero di punti, in relazione alle sue caratteristiche nutrizionali.
La dieta a punti fornisce una lunga e tabulata lista di alimenti, attribuendo ad ognuno di essi un dato punteggio. Tenendo sotto mano questi dati, ogni persona può stimolare la propria vena culinaria e creare i menù che preferisce. Ovviamente nella composizione dei vari piatti occorre avere sempre un occhio di riguardo al punteggio cumulativo, che non deve mai superare quello massimo imposto dalla dieta.

Nonostante quello proposto sia un piano alimentare valido, il vincolo dei punti può portare fuori strada un utente inesperto. Anche se la loro assunzione viene fortemente disincentivata da un "costo" particolarmente elevato in termine di punti, una persona potrebbe, per esempio, crearsi menu di soli dolci o di soli piatti grassi. Insomma, pur limitando le possibilità di errori grossolani, la dieta a punti rischia di essere un'arma a doppio taglio per chi, prendendola troppo alla leggera, evita di approfondire i singoli punti e di consultare il preventivo parere di un esperto.
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